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Ricetta della vera amatriciana? Quella del grande Aldo Fabrizi!

Eccoci qui per la prima volta a parlare dei trucchi della cucina italiana traendo ispirazione dal sito di Star.it.

Si sono dibattute molte teorie sviscerata da differenti scuole di pensiero a proposito della pasta all’amatriciana che è un vero e proprio piatto cult della cucina italiana. C’è chi dice di metterci un certo ingrediente e c’è chi afferma l’esatto contrario ma vogliamo svelarvi un segreto che era un trucco meticolosamente seguito dal grande Aldo Fabrizi.

La passione di questo immenso attore per la cucina è nota a tutti e risale ancor prima di quella di Ugo Tognazzi. Fabrizi, ebbe il merito di scrivere anche alcuni libri di cucina che, purtroppo, non sono stati più ristampati e coloro che hanno la fortuna di possederli, sanno di avere tra le mani un vero e proprio vademecum della cucina tradizionale romana.

Ecco come proponeva la ricetta della pasta che intitolava ‘l’amatriciana mia‘.
In una padella di ferro (Fabrizi la consigliava ‘stagionata’ perché intrisa di storia) bisogna far soffriggere cipolla, olio, zenzero (va bene anche quello in polvere che si trova in tutti i supermercati, anche se sarebbe meglio grattugiare – dopo averlo mondato della buccia- quello fresco) insieme a mezzo etto di guanciale affumicato e mezzo etto di pancetta arrotolata.
Una volta rosolato il soffritto si deve irrorare di aceto di vino bianco e a fiamma viva, quando è evaporato lasciando un aroma indescrivibile, bisogna mettere un po’ di concentrato.
Subito dopo bisogna mettere un dado per insaporire l’intingolo e poi si mettono i pomodori San Marzano che, laddove sia la stagione, sono da preferire freschi. Quasi alla fine della cottura si aggiunge del basilico abbondante e si mette la pasta, quasi cotta, per terminarla di cucinare dentro al sugo dove poi, si aggiungeranno pecorino e parmigiano grattugiato in ugual misura.
La pasta (preferibilmente bucatini) deve essere servita al dente, come si usa nel centro sud Italia.

La ricetta di Fabrizi ricalca qualcosa delle varie versioni ma il trucco (ed il conseguenziale segreto) è quello relativo all’aggiunta dello zenzero grattugiato e dell’aceto che sostituisce il vino bianco solitamente utilizzato per impreziosire il soffritto.
Altre varianti sono quelle di miscelare guanciale e pancetta in ugual misura così come, pecorino e parmigiano (o grana padano) e di arricchire anche con un dado di carne.
Probabilmente risulterà una ricetta spuria agli amanti (o supposti tali) della cucina classica, ma vi possiamo assicurare che l’esito è di quelli che non ammette repliche: non resterà proprio nulla dentro al piatto.
D’altronde, si può mettere la mano sul fuoco sulla capacità di Aldo Fabrizi in qualità di cuoco e questa semplice ricetta, fornita di un paio di piccoli trucchi, lo dimostra totalmente. Assaggiare per credere.

Fonte: Chefpertutti.it

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